Il Mondiale 2026 è completo, ma l'Italia sarà sul divano
di Matteo Oneto
Un'altra notte da incubo
Il dramma, l'ennesimo, si consuma a Zenica dove l'Italia perde ai rigori con la Bosnia e per la terza volta consecutiva non parteciperà ai Mondiali. Una "vergogna", l'"apocalisse", un "incubo", le parole tornano, i discorsi anche, e sono sempre gli stessi, quelli che hanno accompagnato le tristi serate post Svezia e Macedonia nelle altre due figuracce azzurre.
Questa volta fa ancora più male perché gli avversari ci hanno provato a rendere il nostro compito più semplice regalandoci il gol dell'1-0. Noi però siamo stati ancora più generosi, prima abbiamo deciso di restare in dieci e poi abbiamo rinunciato a giocare, nonostante i bosniaci siano oltre 50 posizioni dietro nel ranking Fifa. Il verdetto è arrivato ai rigori ma l'Italia l'ennesima partita della vita l'ha persa prima, dopo il gesto scellerato di Bastoni e le scelte pavide di Gattuso.
Non andiamo al Mondiale per la terza volta consecutiva, 12 anni senza rassegna iridata, che diventeranno almeno 16 e forse anche di più perché oggi è impossibile che qualcuno metta la mano sul fuoco sulla prossima qualificazione azzurra.
Fallimento Italia, tutti colpevoli

Ora il grido è uno solo: "Rivoluzione!". E anche questa non è una novità, lo auspichiamo da oltre un decennio e invece nulla cambia. E le colpe sono di tutti, in primis del presidente Gravina, inchiodato alla sua sedia e spocchioso a tal punto da dire che dovrà decidere il consiglio federale il suo futuro, lo stesso consiglio scelto da lui e che ovviamente gli rivoterà la fiducia. La conferenza stampa di ieri sera è stata surreale, l'esercizio tutto italico dello scarica barile ha toccato vette inesplorate con il massimo dirigente del calcio italiano a dare la colpa persino al governo per le mancate riforme e quindi per l'eliminazione.
Non lascia (per ora) nemmeno Gattuso che ha avuto sì il merito di radunare le truppe, ma in fin dei conti ha sbagliato tutto. Nel suo breve percorso dove dare un segnale con la Norvegia che, invece, ha passeggiato e vinto in casa nostra, e poi battere Irlanda del Nord e Bosnia. Non una missione impossibile e a complicarsela è stato proprio lui. Puntare sulla stessa formazione iniziale che ha sempre fallito gli appuntamenti importanti è stato un autogol, barricarsi dietro dopo l'espulsione come se avessimo ancora Cannavaro, Nesta e compagnia è stato un suicidio.
Infine ci sono i calciatori e il loro fallimento è totale. Bastoni ha confermato di essere un mero pedalatore, proclamato fenomeno senza nessun merito e capace in Nazionale di inanellare follie una dietro l'altra. Dimarco non può giocare a questi livelli, far crossare liberamente il proprio avversario con tre centravanti in area di rigore più di un errore è un vero e proprio sabotaggio.
I due interisti sono l'apice, ma la lista è lunga e a salvarsi sono in pochi: Kean perché segna e non è un dettaglio trascurabile viste le alternative, Tonali che fa tutto al doppio delle velocità degli altri compagni, il minimo richiesto per calcare i palcoscenici internazionali, Donnarumma, senza di lui l'agonia sarebbe durata molto meno e Palestra, simbolo di come il calcio italiano non sappia cambiare nemmeno davanti all'evidenzia di un giocatore forte, talentuoso, in grande forma, ma rimasto in panchina ai danni di un Politano qualunque.
Dalla Turchia all'Iraq, c'è anche chi festeggia

Così, ancora una volta, l'Italia resterà sul divano a guardare gli altri giocare il Mondiale, il più "grande" di sempre con le sue 48 squadre. Le ultime a staccare il pass sono state ieri Turchia, Repubblica Ceca, Svezia, la Bosnia ovviamente, e poi le due delle sei rimaste a giocarsi i posti intercontinentali.
Nella notte italiana la Repubblica Democratica del Congo ha battuto la Giamaica ai supplementari 1-0 e a sorpresa l'Iraq ha vinto 2-1 contro la Bolivia. La selezione asiatica è stata l'ultima in ordine di tempo a prendersi il biglietto per la rassegna iridata e a completare il tabellone del Mondiale 2026 da giocare tra Stati Uniti d'America, Messico e Canada.
Il quadro è ora completo e tra le ultime arrivate quella più attrezzata sembra essere la Turchia. Montella è l'unico italiano contento questa mattina, un allenatore con idee e carisma, sostenuto da tutti a inizio carriera ed esiliato dopo alcune brutte avventure. Ora gode lui e con talenti come Yildiz e Guler chissà che non possa essere la mina vagante dell'intero torneo.
I gironi dei Mondiali
Per il tecnico la strada è in discesa, il girone D in cui è stato inserito non ha padroni definiti con USA, Paraguay e Australia tutte alla portata. Stessa sorte per la Repubblica Ceca nel gruppo A con Messico, Sudafrica e Corea del Sud, mentre l'Iraq è con Norvegia e Francia e il Congo con Portogallo e Colombia, il Mondiale per loro rischia di essere davvero breve.
Più fortunata è la Bosnia che se la potrà giocare con Canada e Qatar per raggiungere le eliminatorie, la Svizzera è un passo avanti. Discorso simile per la Svezia, che non potrà giocarsela con l'Olanda probabilmente, ma con Giappone e Tunisia sì.
Gli altri gironi erano già completi, poche insidie avrà Ancelotti con il Brasile, inserito nel gruppo C con Marocco, Haiti e Scozia; ancora più facile il compito della Germania che affronterà Costa d'Avorio, Curacao ed Ecuador, e del Belgio messo di fronte a Egitto, Iran (se parteciperà) e Nuova Zelanda.
Infine le due grandi favorite dei pronostici Mondiali, la Spagna, che oggi ha la quota più bassa di tutti per alzare il trofeo, inizierà la sua corsa contro Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay mentre i campioni in carica dell'Argentina sono nel gruppo con Algeria, Austria e Giordania, in teoria poco più che una formalità.