Arsenal-Atletico Madrid, c'è una doppia maledizione da sfatare

di Matteo Oneto | di Matteo Oneto

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Dopo l'1-1 dell'andata tornano a sfidarsi Arsenal e Atletico Madrid, chi vince vola in finale di Champions League, chi perde continuerà con la sua maledizione. A Londra arriverà il verdetto più atteso della stagione per le squadre di Arteta e Simeone.
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Verso la finale di Champions League

Il viaggio verso Budapest è arrivato alla sua ultima curva, Gunners e Colchoneros si giocano l'approdo in finale di Champions League in novanta minuti, che potrebbero diventare di più nel caso in cui la parità dell'andata dovesse essere confermata al triplice fischio. 

L'1-1 del Metropolitano fa intravedere anche questa volta una sfida equilibrata con tanta battaglia e poco spazio allo spettacolo. Arteta arriva al match con il cuore un po' più leggero dopo il pareggio di ieri del Manchester City che gli ha consegnato mezza Premier League. Il primo traguardo è quasi tagliato e non era scontato visto l'ultimo periodo, non proprio brillante, dei londinesi. 

Per l'Atletico è ormai da mesi la Champions l'unica vera competizione su cui puntare. Nella Liga i madrileni sono quarti e forse proprio il disimpegno in campionato gli ha permesso di volare così in alto in Europa. 

Il record negativo dell'Arsenal: più partite in Champions senza trofei

È il momento della verità per due squadre che con la Champions League hanno un paio di conti aperti. L'Arsenal è la squadra che ha giocato più partite nella fase finale, contando anche la Coppa dei Campioni, senza mai alzare il trofeo al cielo. 

In totale sono 238 le partite nella massima competizione europea dei Gunners, col tredicesimo posto assoluto nella speciale classifica. Tutte le altre però sono salite sul tetto d'Europa almeno una volta nella storia, dall'Ajax al Celtic, passando per il Porto e il Benfica e finendo con il Real Madrid, primatista con 517 partite, quasi cento in più del Bayern Monaco. 

Una maledizione per gli inglesi, mentre l'Atletico Madrid in questa speciale classifica figura al ventunesimo posto con 195. Per inciso, nella top 20 ci sono solo tre italiane: Juventus (321), Milan (283) e Inter (238). 

Arsenal e Atletico non hanno mai vinto la Champions League, 4 le finali perse

L'allenatore dell'Atletico Madrid Simeone impegnato oggi contro l'Arsenal

C'è poi un altro spettro che aleggia sulle due squadre, un altro tabù chiamato: finale. Chi ci arriverà dopo la partita di questa sera sfiderà una tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain, partendo sfavorito nel pronostico Champions League. Francesi e tedeschi hanno qualcosa in più, inutile negarlo, e chi passerà avrà dalla sua anche la storia. 

Arsenal e Atletico Madrid non hanno infatti mai alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie e tra le due sono i Colchoneros ad avere il peggior feeling con l'ultimo atto. Gli spagnoli infatti sono a quota tre sconfitte in finale, nel 1974 con il Bayern Monaco, e poi nel 2014 e nel 2016, con Simeone in panchina, una volta ai supplementari e un'altra ai rigori, una doppia beffa atroce. I Gunners sono arrivati in fondo solo nel 2006 perdendo 2-1 contro il Barcellona a Parigi. 

Arsenal-Atletico Madrid, le probabili formazioni

Per la partita di questa sera arrivano buone notizie per Arteta, ancora imbattuto in Champions League, e pronto a riabbracciare gli ormai recuperati Odegaard e Havertz. Il primo dovrebbe giocare titolare con Eze, in ballottaggio con Trossard, e Saka a completare la linea di trequartisti alle spalle di Gyokeres. In mediana torna Zubimendi al fianco di Rice, mentre in difesa a sinistra scala Hincapie e a destra White sembra essere in vantaggio su Mosquera.

Nell'Atletico Madrid non ci saranno Barrios e Nico Gonzalez, mentre torna, ma solo per la panchina dopo un mese di stop, Gimenez. Non ha molti dubbi Simeone che punterà forte su Julian Alvarez come centravanti con al fianco Griezmann, favorito su Sorloth. Sulle fasce agiranno Simeone e Lookman, mentre in mediana Koke e Cardoso dovrebbero viaggiare verso la conferma. Confermato l'ottimo Ruggeri dell'ultimo periodo a sinistra, davanti a Oblak la coppia sarà Pubill-Hancko con Le Normand destinato alla panchina.