La Grecia e poi la "rivoluzione": l'Italia cerca di uscire dalla crisi
di Matteo Oneto | di Matteo Oneto
Italia tra presente e futuro
Il presente è la Grecia, il futuro è ancora tutto da definire. La seconda amichevole estiva dell'Italia sarà anche l'ultima di Baldini come Commissario Tecnico della Nazionale maggiore. L'allenatore tornerà subito dopo in Under 21 e continuerà a lavorare per la crescita dei giovani che con Lussemburgo ed ellenici sono stati lanciati tra i "grandi".
Le indicazioni arrivate dal primo match non sono state molto incoraggianti, contro una squadra di bassissimo livello l'Italia ha fatto fatica. Giudicare però la "nidiata" da soli 90 minuti è ingeneroso e con la Grecia stasera tutti proveranno a fare qualcosa di più. Il test sarà tra i più amari mai vissuti dall'Italia del calcio, da stasera alle 23 il pallone smetterà di rotolare per i tifosi degli azzurri che si siederanno sul divano e osserveranno per un mese gli altri giocare il Mondiale. Un'umiliazione che nessuno pensava di poter vivere e invece è già la terza consecutiva.
Grecia-Italia, le scelte di Baldini
Il tecnico Baldini per stasera è pronto a confermare in buona parte l'undici visto nel suo esordio. I cambi sono tutti concentrati in difesa dove sugli esterni giocheranno Ahanor e Bartesaghi. I due gioielli di Atalanta e Milan saranno osservati speciali perché, in caso di indicazioni positive, potrebbero restare nel gruppo azzurro anche nel ciclo che inizierà a settembre con la Nations League.
Mirino puntato anche su Pisilli e Lipani, il primo grazie al lavoro con Gasperini è cresciuto e già con Gattuso era nel giro azzurro, il secondo è uno dei pochi registi che ci sono in Italia. A completare la mediana sarà Ndour, numero 10 sulle spalle e tanta qualità che però non sempre riesce a emergere.
La terza novità sarà in attacco dove si candida per giocare dall'inizio Jeff Ekhator, giovanissimo attaccante del Genoa che verrà dirottato sulla fascia per dare più peso al tridente. Ci saranno ancora dall'inizio sia Koleosho, tra i più intraprendenti con il Lussemburgo, sia Pio Esposito, lui sì sicuro di far parte della Nazionale che verrà.
Chi sarà il nuovo CT dell'Italia?

Come sarà la prossima Nazionale? Ancora nessuno lo sa, ma il momento della rivoluzione che dovrebbe ricostruire il mondo azzurro dopo tre mondiali di fila saltati è arrivato. Il 22 giugno ci sarà l'elezione del nuovo presidente federale con Abete e Malagò a sfidarsi, con l'incognita dell'ineleggibilità del secondo che dovrà essere risolta. Sarà uno di loro a dover scegliere poi a chi affidare la guida dell'Italia per almeno il prossimo biennio che porterà agli Europei.
I candidati forti sono due e in entrambi i casi sarebbe un ritorno al passato. Il duello per la panchina è infatti tra Antonio Conte e Roberto Mancini, nomi forti anche per i bookmaker che piazzano le loro quote per il nuovo insediamento come CT a 2 volte la posta, le più basse in assoluto.
Conte ha già lasciato il Napoli per avere le mani libere, Mancini ha sempre dichiarato di voler tornare ad allenare la Nazionale per chiudere il cerchio dopo l'addio e il volo nei dorati paesi arabi. Improbabile che si possa uscire da questa minima lista di nomi, l'accostamento a Guardiola sembra molto una mossa da campagna elettorale, non è un caso che la sua quota sia di 9 volte la posta, Claudio Ranieri è quasi fantascienza dopo il rifiuto per il post Spalletti.
Conte o Mancini quindi, gli unici che negli ultimi anni hanno saputo creare una Nazionale di valore, la speranza è che possano ripetersi.